Metodo Soleras

Il blog del Consorzio Arca
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“Le idee si scaricano da internet, le persone no”. Ovvero, l’Open Summit 2016 visto da uno che non c’era.

“Meno pitch, cchiù picciuli”: la battuta, geniale, è di Fabio Maria Montagnino, direttore di Arca. Ed io, che ad Arca ci lavoro, l’ho ascoltata ieri mattina nell’area relax dell’incubatore. Pronunciata poi durante l’Open Summit Tour 2016 e rimbalzata sui social e sui siti di settore, ha finito per diventare lo slogan dell’evento. Finite le inevitabili risate, la frase risuona adesso come una provocazione che disegna perfettamente la condizione dell’universo “startup”, siciliano ma non solo, e come un monito: con le parole non si arriva lontano, “bisogna andare oltre la moda delle startup, creare infrastrutture sostenibili”. E naturalmente trovare i capitali.

Certo le idee devono essere raccontate, e bene. Ma devono poi diventare un prodotto, o un servizio. Ed è proprio questo passaggio, dall’idea di business alla prototipazione, che le strutture del nostro territorio come la nostra hanno il compito di accelerare. E a tal proposito ieri è stata citata Fabbrica, il grande spazio di Arca nato proprio per favorire questo processo di “trasformazione” delle idee, coinvolgendo al tempo stesso gli attori della filiera produttiva del territorio.

Se il “mestiere” di un incubatore di idee è quello di supportare le startup ed aiutarle a crescere, l’evento di ieri ha avuto l’indiscutibile merito di dire a noi che lavoriamo nel settore che stiamo facendo bene il nostro lavoro. Molte delle startup presenti erano nostre “incubate” (si lo so, è un termine veramente orrendo) o comunque erano imprese che abbiamo seguito quando ancora muovevano i primi passi.

Come Mosaicoon, oggi definita la “startup siciliana dei record”. Una definizione d’effetto, e sicuramente esatta. Io però preferisco pensare al lontano 2007 , quando quella che allora si chiamava Belsito Media e aveva sede nel garage di Ugo Parodi si rivolse ad Arca, ai tempi essa stessa poco più che un garage sotto i locali della facoltà di biologia, che la aiutò a reperire il primo round di finanziamenti e a fare un primo salto di qualità.

Del resto, quando si parla di record, di solito ci si riferisce all’aspetto economico. E da questo punto di vista, ad esempio, WIBMachines non è certo da meno, avendo raccolto più di mezzo milione di euro in 48 ore con una campagna di crowfounding. Ma il vero record di WIB è il fatto di essere il primo prodotto (e che prodotto!) interamente concepito, e realizzato nel suo prototipo, qui ad Arca, tanto più in un territorio a cui di solito si riconoscono capacità produttive minime se non addirittura pari a zero.

Secondo me, è un record vedere che negli ultimi mesi stanno arrivando all’incubatore così tante giovani startup di valore, che ci sono grosse difficoltà a trovare lo spazio fisico in cui “incubarle”. E chi era presente ieri ne ha conosciute alcune.

Bookinkbility, piattaforma dedicata al turismo accessibile per persone disabili e con esigenze speciali; Novatek, web company che si occupa di Agile Web Development; Navhetec, che è riuscita ad isolare delle nanovescicole con evidenti proprietà antitumorali dal succo di limone; LIA, barca a vela in kit realizzata con macchinari a controllo numerico nel cantiere sociale Lisca Bianca; Eng.co Sys, con i suoi droni marini; e c’era Jobhobo, piattaforma nata per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro accessorio.

Secondo me è un record che il 21% circa delle startup innovative della provincia di Palermo, iscritte al registro nazionale, sono nostre incubate (il 6% del totale regionale).

Sempre secondo me, però, i record sono belli da citare ma non sono la vera misura del fatto che si sta lavorando bene.

Io credo che lavori bene quando gestisci un incubatore, una struttura apparentemente impersonale, e i giovani, e anche meno giovani, che veramente hanno voglia di fare, di rischiare, di investire su se stessi, si rivolgono a te per raccontarti la loro idea, perché trovano delle persone e hanno fiducia nel fatto che quelle persone le possono aiutare. Al di là di tanti discorsi e tanta “fuffa”.

E quindi fatemi dire che il vero slogan della giornata di ieri, forse meno divertente e sicuramente passato più in sordina, è un’altra frase di Fabio Montagnino:

“Le idee puoi scaricarle da internet. Le persone no.”

Buon lavoro.

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